Velociraptor e compagnia bella

Fresca (gelida) di ritorno da Paris, ci tenevo a mettere nero su bianco (o bianco su nero, in questo layout) una mia piccola vittoria personale.

Dovete sapere che negli ultimi anni le mie presenze al cinema son state piuttosto scarse. Vuoi la ‘taccagneria dello studente’ (“assì, entriamo ridotto col badge il martedì? CINQUE EURO?? Stòcaz!”), vuoi l’avvento dell’adsl, vuoi la mia addiction al connubio cinema-sacco formato famiglia di m&m’s, vuoi un moroso cinema-repellente, fatto sta che l’ultima volta che ho calcato il blue carpet di un multisala è stato lo scorso autunno, quando trascinai Ponetti a vedere Inglorious Basterds.

Beh, negli ultimi 10 giorni sono andata al cinema ben TRE VOLTE. Sono riuscita (FINALMENTE, DIAMINE) a vedere non uno, bensì DUE film in 3d, ah! Ed entrambi DI POMERIGGIO INFRASETTIMANALE ah! ah! (non perchè io e Frengo siamo due braccini corti, il 3d costa 11 ad ogni fottuta ora del giorno; è che dobbiamo riempire i nostri lunghi pomeriggi da disoccupate. N.d.R.) E più che altro ho assistito alla proiezione di un inedito Coliandro (con tanto di cast e regia e sceneggiatori) al nuovo Lumiere, location in cui non avevo ancora messo piede.

Ma quello cinematografico non è stato l’unico fatto straordinario recente. Vi pare possibile che durante questo weekend, a Parigi, ci fossimo non solo io e pOnetti, ma anche la Valeria, la Michi e soprattutto Amy??

Che roba.

Benjamine Button

Niente, siamo piombate nella più totale regressione adolescenziale, deliberatamente. Ma chi? Io e Frengu, ovviamente.

Abbiamo ripreso a frequentare il Millennium di giovedì sera, sfoggiando baldanzose le nostre sneakers e sbattendoci sulle gote la tavolozza del fard per apparire ancora delle giovani pulzelle universitarie.

Spesso e volentieri ci accompagnamo ad un branco di ragazzini arrapati ai più noti come ‘Il Piano B’.

Siamo addirittura andate al cinema di pomeriggio, evenienza che dovrebbe essere riservata esclusivamente ai minori di 18 anni.

Già, proprio ora che la mia metà sembra essere invecchiata di 30 anni, io mi rinsbarbisco. Sarà che questa vita da lavoratrice, così tanto agognata, contro ogni mio pronostico ancora proprio non mi va a genio?

(Vi ricordo il motto della mia laurea, novembre 2oo8:

seh, il cazzo.)

Hey you

Ho discusso animatamente con Cippo sabato sera, di fedeltà, rispetto. L’animosità era dovuta non soltanto al tema, più che altro all’orario. Son stata forse troppo estremista, troppo passionale. (E infatti sul finale mi sono attenuata, se ben ricordo).

Ma IO a quei valori ci credo, cazzo. E sto male al pensiero che qualcuno possa mentirmi, per tanto tempo. Sorridermi quando in realtà non ci sarebbe proprio nulla da ridere.O ci sarebbe altro per cui sorridere.

IO mi arrabbio se si parla di queste cose. Il mio eterno pessimismo e soprattutto la mia inossidabile diffidenza verso il prossimo gongolano al solo pensiero di prenderlo nel culo da qualcuno che mi sta a cuore (perdonatemi l’espressione).

Ebbene, in un certo qual modo è successo. Nulla che mi abbia danneggiato direttamente. Ma indirettamente è come se fosse passato un uragano.

Nonostante quei due stronzi pronti a gongolare, un po’ di fiducia in chi mi sta vicino ce l’ho sempre avuta… d’altra parte ho sempre adoperato un’accurata selezione riguardo a chi tenere a debita distanza e a chi lasciare attraversare la linea che mi circonda. Ora tutti i miei criteri, i miei istinti, sono tutti in discussione. Ho perso la bussola. Probabilmente sarò ancora più diffidente, d’ora in poi.

Sì, sono delusa. Da te, da me.

Ma non mi va ancora di sfogarmi del tutto, qui.

“At some point you have to make a decision. Boundaries don’t keep other people out; they fence you in. Life is messy, that’s how we’re made. So you can waste your life drawing lines or you can live your life crossing them. But there are some lines that are way too dangerous to cross. Here’s what I know, If you’re willing to take a chance, the view from the other side is spectacular.”

Torbido (cit.)

La settimana in 5 minuti.

DOMENICA: dopo mesi dall’ultima serata milanese assieme (Michelone&Farrah r.i.p.), ho rivisto con piacere la mia amica Elena, fiera del suo Vip Pass per Arte Fiera ma senza la borsa Love Therapy. “Ma siete al Decadence in quelle foto in cui sembra che balliate in un cesso?” Lì per lì ci penso un attimo, non realizzo subito. Effettivamente, mi dico, il Millennium si riduce peggio di una latrina in quei venerdì… però no, noi dentro ai cessi ci balliamo solo al Kinder.

LUNEDI’: percorrendo la Fondovalle innevata, col Savena ghiacciato e un sole splendente, ammetto tra me e me che guidare in certi momenti e contesti non è poi così brutto.

MARTEDI’: pomeriggio in compagnia di Ponetti al cospetto della temibile Commissione Patenti. La fauna ivi presente, va da sè, è delle più variopinte: ma la Palma d’Oro va al “motore di ricerca”, lì impiegato, che passa le sue giornate a cercare documenti e pratiche negli schedari.. Sì, in quegli uffici putrescenti non hanno la minima idea di cosa sia un pc, ma almeno così non hanno il problema dei dipendenti che perdono tempo su FB. Vabbè, passiamo momenti di terrore, ma alla fine la spuntiamo (cioè, ci fan credere di averla spuntata).  La sera si festeggia al Les Amies, ma il ricordo è piuttosto nebuloso.

MERCOLEDI’: ultimo pomeriggio di lavoro in quel della Barca. Non posso non congedarmi senza l’ultima igiene ad una delle pazienti più scassamaroni dello studio. Ne esco a testa alta, fiera della mia pazienza e del mio self control. Pacco la serata alla Grada con le regaz, a malincuore, ma son ancora stordita dalla sera prima e dalla giornatina lavorativa.

GIOVEDI’: la guerra in clinica si fa sempre più aspra. I colpi bassi si moltiplicano. E a ponetti comunicano che quella di martedì era una gag: la patente può scordarsela finchè non fa un’altra visita (da leggersi come: se non sborsa altri 100 euri).

VENERDI’: colpo di fulmine, un colloquio. Quella dottoressa mi convince proprio: struccata, fiera delle sue zampe di gallina, elegante ma non troppo, decisa, brillante e pronta a insegnare… vorrei che mi adottasse, più che assumermi. Anche perchè lei sembra proprio in cerca di una sostituta della figlia (la sua ha deciso di specializzarsi in Chirurgia Orale a Milano) piuttosto che una dipendente. La sera mi concedo il Decadence, per una volta che non lavoro il sabato mattina: il tutto finisce alle 6, dopo la lite con un taxista, con Ponetti che rischia l’autocombustione per la febbre.

SABATO: Ponetti mi fa i suoi soliti Occhi e, maledizione, mi faccio incastrare a casa sua, a fargli da supporto medico-morale. Ma l’ho fatto volentieri, d’altra parte un mese fa io ero nella merda come lui, letteralmente, anzi peggio.

FrengoVale Test 2oo9

Gag migliore: la yaris di ponetti bloccata nella neve al Podere Riosto, il pippaiolo di fronte a casa di Frengo, la passeggiata Millennium-Casa Ponetti sotto la bufera (con relativa caduta di Freng), il video al kinder di Frengo e mille altre

Serata migliore: non posso che quotare Frengo, dicendo tutte quelle tornate a piedi o in taxi

Concerto migliore: Shaggy a Gallipoli e Madonna a San Siro.

Dj set migliore: il second dei Crookers al Vox e i Motel Connection

Album migliore: difficile. “Romborama” dei Bloody, o “Hard Candy” di Madonna, anche se è del 2008, visto che ha dominato l’estate tra il concerto a San Siro e la vacanza a Gaylandia

Libro migliore: “Alta fedeltà” Nick Hornby

Giornata più brutta: due al lavoro (di cui una il 17 aprile) ma soprattutto il giorno in cui hanno ritirato la patente a ponetti.

Serata più brutta: quando mi han perso la giacca al Decadence………

Giornata più bella: tantissime, soprattutto quelle dei we fuori porta e delle vacanze estive

Bresca migliore: e chi se la ricorda? ;-)

Soddisfazione più grande: aver domato la Maura!

Delusione più grande: aver guardato da lontano il battuage, potevamo anche andare più vicino

Bazza migliore: i biglietti svendutici da Cocco per il Mugello, l’appartamento a Sitges (quoto!), l’accredito per i Motel Connection

Miglior incontro/conoscenza: San Rocco dal Congo e il bagnino sirenetto di Sitges :P

Decisione migliore: prendere l’aereo Bologna-Girona e raggiungere le amichette in vacanza

Acquisto migliore: dopo 3 anni, FINALMENTE, l’iphone

Propositi 2010: sempre il solito, il viaggio oltreoceano.. Ed educare Frengo al vino.

Un film che descriva il 2009: ‘Poveri ma belli’

3 canzoni che hanno segnato il 2009: “Celebration” (ascoltata per la prima volta a Sitges in un locale dove non esisteva il bagno per le donne) e “Beat goes on” (la sveglia a Sitges) Madonna – “Mentre tutto scorre” Negramaro – “Day ‘n’ Night” Crookers – “Warp 1.9” Bloody Beetroots – “Just won’t do” Fatboy Slim  e tante altre.

Cos’hai imparato da quest’anno? A gestire le zecche

La gag del terrore peggiore: lo spargimento di sangue all’Atlantico. La Ste lasciata a casa dal we a Lignano. E l’unico etero di Sitges innamorato della Garagnani.

Ipse dixit: Stappiamo una bolla!?

Cos’hai perso: la fiducia nella ricerca scientifica e la voglia di cercare lavoro

Cos’hai trovato: qualche zecca, appunto

La grezza più terribile: non so, non mi viene in mente nessun episodio dell’imbarazzo

Sms che avresti dovuto mandare: nessun rimpianto, poi ormai ne mando talmente pochi.

Frase dell’anno su msn/facebook: maledetto Gigi Franzosi che ci ha smarrito il word con tutti gli stati peggiori! Cmq direi che quelli del Cetaceo riguardanti le sue scoregge e la sua bellissima moglie spingono un bel po’

Foto dell’anno: al Kinki, grazie Zerba

PrefazionePrologoPreambolo

Miei cari, si cambia pagina (URL e layout).

A malincuore, perchè ora che mi ritrovo a scrivere qui, in un riquadro freddo e sconosciuto, mi mancano tutti quei deliri di codici html con cui dovevo farcire ogni mio post per renderlo leggibile.

Mea culpa, ho trascurato e bistrattato un regalo così semplice/contorto, ma geniale, a cui ero affezionatissima per tutto quello che ha significato e che mi ricordava ogni volta che lo aprivo.

Come in un vero e proprio trasloco ci si separa da qualcosa, o ce lo si lascia alle spalle, io perdo le mie adorate polaroid, il mio post it giallo, il Tahoma (“Io SONO il Tahoma”) e forse, ahimè, qualche lettore.

Ma porto con me il vecchio titolo, così da sentirmi a casa, finchè non mi ci sentirò davvero.

Ah, un’ultima cosa.

Ho intenzione di mantenere il blog pubblico. Ma se per caso, un giorno, doveste vedere un post privato… beh fatemi la cortesia di rispettare la mia vena massonica non domandandomi la password. Se non ve l’avrò comunicata probabilmente ci sarà un motivo, cheddite?

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Theme: Esquire by Matthew Buchanan.

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