Torbido (cit.)

La settimana in 5 minuti.

DOMENICA: dopo mesi dall’ultima serata milanese assieme (Michelone&Farrah r.i.p.), ho rivisto con piacere la mia amica Elena, fiera del suo Vip Pass per Arte Fiera ma senza la borsa Love Therapy. “Ma siete al Decadence in quelle foto in cui sembra che balliate in un cesso?” Lì per lì ci penso un attimo, non realizzo subito. Effettivamente, mi dico, il Millennium si riduce peggio di una latrina in quei venerdì… però no, noi dentro ai cessi ci balliamo solo al Kinder.

LUNEDI’: percorrendo la Fondovalle innevata, col Savena ghiacciato e un sole splendente, ammetto tra me e me che guidare in certi momenti e contesti non è poi così brutto.

MARTEDI’: pomeriggio in compagnia di Ponetti al cospetto della temibile Commissione Patenti. La fauna ivi presente, va da sè, è delle più variopinte: ma la Palma d’Oro va al “motore di ricerca”, lì impiegato, che passa le sue giornate a cercare documenti e pratiche negli schedari.. Sì, in quegli uffici putrescenti non hanno la minima idea di cosa sia un pc, ma almeno così non hanno il problema dei dipendenti che perdono tempo su FB. Vabbè, passiamo momenti di terrore, ma alla fine la spuntiamo (cioè, ci fan credere di averla spuntata).  La sera si festeggia al Les Amies, ma il ricordo è piuttosto nebuloso.

MERCOLEDI’: ultimo pomeriggio di lavoro in quel della Barca. Non posso non congedarmi senza l’ultima igiene ad una delle pazienti più scassamaroni dello studio. Ne esco a testa alta, fiera della mia pazienza e del mio self control. Pacco la serata alla Grada con le regaz, a malincuore, ma son ancora stordita dalla sera prima e dalla giornatina lavorativa.

GIOVEDI’: la guerra in clinica si fa sempre più aspra. I colpi bassi si moltiplicano. E a ponetti comunicano che quella di martedì era una gag: la patente può scordarsela finchè non fa un’altra visita (da leggersi come: se non sborsa altri 100 euri).

VENERDI’: colpo di fulmine, un colloquio. Quella dottoressa mi convince proprio: struccata, fiera delle sue zampe di gallina, elegante ma non troppo, decisa, brillante e pronta a insegnare… vorrei che mi adottasse, più che assumermi. Anche perchè lei sembra proprio in cerca di una sostituta della figlia (la sua ha deciso di specializzarsi in Chirurgia Orale a Milano) piuttosto che una dipendente. La sera mi concedo il Decadence, per una volta che non lavoro il sabato mattina: il tutto finisce alle 6, dopo la lite con un taxista, con Ponetti che rischia l’autocombustione per la febbre.

SABATO: Ponetti mi fa i suoi soliti Occhi e, maledizione, mi faccio incastrare a casa sua, a fargli da supporto medico-morale. Ma l’ho fatto volentieri, d’altra parte un mese fa io ero nella merda come lui, letteralmente, anzi peggio.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Blog su WordPress.com.
Theme: Esquire by Matthew Buchanan.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.